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IL RAFFREDDORE COMUNE

Il raffreddore comune, o rinite virale, è la malattia più diffusa al mondo; ogni anno, un miliardo di persone ha a che fare con i fastidi e i malesseri tipici di questa infezione, che può avere molteplici cause.

Quali sono le piante che combattono il raffreddore?

Quali sono le piante che combattono il raffreddore?

La fitoterapia in aiuto dei malanni di stagione.
Le piante medicinali possono essere utilizzate per prevenire i malanni di stagione, quindi per rafforzare le difese immunitarie, ma possono anche essere impiegate per alleviare i sintomi.

Parlando di prevenzione la pianta più conosciuta è l’Echinacea. La fitoterapia impiega ben tre tipi di Echinacea, ma alla luce dei dati recenti, quella purpurea è la specie che meglio si
adatta a essere utilizzata per prevenire influenza e raffreddore. Si somministra sotto forma di succhi freschi (dosaggio: 5 grammi) o liofilizzati o di estratti della pianta (che devono sempre avere un dosaggio corrispondente ai 5 grammi del succo fresco). Si consiglia di seguire dei cicli intervallati: tre settimane di trattamento, un’interruzione per un equivalente periodo, da ripetere al massimo tre volte durante la stagione invernale. Non va somministrata nella prima infanzia e in chi soffre di malattie autoimmuni, come ad esempio psoriasi, artrite reumatoide o tiroiditi. È anche sconsigliata a chi è allergico alle Asteraceae.
La rosa canina è una pianta immunostimolante che si può utilizzare a livello preventivo, ma soprattutto come trattamento. È molto ricca in vitamina C. La rosa canina si utilizza sotto forma di estratto secco: un dosaggio intorno ai 75-100 mg al giorno di vitamina C è ideale per il mantenimento della buona funzionalità immunitaria. Per alleviare i sintomi invece si può aumentare il dosaggio fino ad arrivare anche a 400-500 mg di vitamina C per ottenere una funzione protettiva e curativa verso le sintomatologie da raffreddamento.
Il ginseng americano, Panax quinquefolium, è utilizzato per rafforzare il sistema immunitario.
Si utilizza 1 g di radice polverizzata al giorno o dosaggi equivalenti di estratti secchi. Oltre ad agire sul sistema immunitario, i ginsenosidi agiscono anche sull’asse ipotalamo-surrene e anche se indirettamente sul sistema endocrino, per cui questo tipo di radice va assunta con cautela dalle donne ed è sconsigliata per le persone ipertese.
Anche l’uncaria, in particolare la corteccia, è una pianta medicinale impiegata a scopo
preventivo per la sua funzione immunomodulante. Aumenta in maniera molto interessante la funzione linfocitaria e ripristina la corretta funzionalità del sistema immunitario. Il tipico
dosaggio giornaliero degli estratti secchi di uncaria è 200-300 mg.
Lo zenzero è un antinfluenzale ideale per la sua funzione antinfiammatoria e diaforetica,
quindi fa sudare. Si somministra sotto forma di decotto della radice, bevuto bollente e magari edulcorato con un po’ di miele.
Nella cura dei disturbi respiratori, il pelargonio ha un ruolo molto importante. Il pelargonio, o geranio sudafricano, è registrato in Italia come farmaco ed è impiegato in tutta Europa al pari dell’echinacea. È da sempre utilizzato dalle popolazioni indigene come panacea per tutte le malattie respiratorie, in Europa invece è conosciuto per le sue proprietà immunomodulanti, antibatteriche e antivirali. Tutti i disturbi respiratori tipicamente invernali trovano giovamento dall’utilizzo di questa pianta, che è da somministrare ai primi sintomi dell’influenza. Per le dosi del trattamento bisogna seguire strettamente le indicazioni riportate nella posologia: 60 mg di estratto secco al giorno o 90 gocce di soluzione liquida.

Il sambuco è una pianta molto interessante, è un diaforetico. I fiori di sambuco hanno un
effetto antifebbrile e si usano di solito sotto forma d’infuso: un cucchiaio di fiori triturati in una tazza di acqua bollente, in caso di sintomatologia da raffreddamento. I frutti di sambuco hanno un’azione antivirale confermata dalla letteratura scientifica ed sono perciò ideali in caso di febbre e raffreddamento.
L’olivello spinoso condivide con il sambuco la sua funzione antivirale, in più ha anche
un’azione specifica sui virus dell’influenza. In trattamento può essere utile per la sua azione antinfluenzale. I dosaggi di sambuco e olivello spinoso variano a seconda del prodotto utilizzato ed è per questo bene rifarsi alle indicazioni dei produttori.

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