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IL RAFFREDDORE COMUNE

Il raffreddore comune, o rinite virale, è la malattia più diffusa al mondo; ogni anno, un miliardo di persone ha a che fare con i fastidi e i malesseri tipici di questa infezione, che può avere molteplici cause.

Allergie stagionali: il "vaccino"

Allergie stagionali: il "vaccino"

L’allergia è una reazione anomala del sistema immunitario verso sostanze (pollini, muffe, acari, epitelio di animali, ecc.) che, sebbene siano innocue, vengono considerate dall'organismo come nemiche. Questa risposta scatena un processo infiammatorio a carico di organi e tessuti, che si manifesta con rinite, lacrimazione e arrossamento oculare, respiro sibilante, difficoltà respiratorie e tosse.

Il trattamento di un'allergia dipende soprattutto dalla tipologia e dall'entità dei disturbi. I farmaci più utilizzati, comunque, sono gli antistaminici e i corticosteroidi, disponibili in compresse, collirio e spray nasali. Questi medicinali, però, non modificano la storia naturale della patologia allergica ma intervengono solo sui disturbi associati. L'unica terapia in grado di agire direttamente sul sistema immunitario, spegnendo la reazione responsabile del processo infiammatorio, è l'immunoterapia specifica o desensibilizzante, il cosiddetto “vaccino”, anche se questo termine è usato in modo improprio, solo per semplificare per il grande pubblico. 

Le allergie per cui l’immunoterapia risulta possibile sono quelle causate da pollini, acari, muffe, epitelio di animali e punture di insetto (come, ad esempio, gli imenotteri). Questa terapia si basa sul principio di somministrare piccole quantità, progressivamente crescenti, degli allergeni che provocano la reazione allergica. Così facendo si “aiuta” il sistema immunitario a comprendere la benignità di quelle sostanze in modo da ridurre o eliminare la reazione avversa.

Esistono due modalità di somministrazione dell’immunoterapia. La prima è quella sublinguale: l'allergene è presente in una compressa, che viene posta sotto alla lingua per qualche minuto e poi ingoiata. Di solito l'assunzione è giornaliera, le dosi vengono incrementate gradualmente e la terapia va condotta per almeno 3 anni consecutivi. La seconda, invece, è quella sottocutanea: gli allergeni vengono iniettati nel braccio secondo un calendario prestabilito dallo specialista, a dosi crescenti. Anche questa terapia va seguita per un minimo di 3 anni consecutivi.

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