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Vitamina D: nei bimbi combatte anche allergie e infezioni respiratorie

Vitamina D: nei bimbi combatte anche allergie e infezioni respiratorie

Il ruolo preventivo della vitamina D è noto nei confronti di osteoporosi, diabete, artrite reumatoide, sclerosi multipla, morbo di Crohn e patologie cardiovascolari. Ora, un nuovo studio ha scoperto che questa vitamina è utile anche nella prevenzione delle malattie allergiche, che tra i bambini sono in crescita costante da anni (riguardano il 25% della popolazione pediatrica). I piccoli che assumono la vitamina D hanno vantaggi sia nella prevenzione, sia nella cura dell’asma e delle infezioni respiratorie più ricorrenti.

Qual è il ruolo della vitamina D in età pediatrica, dunque? Contribuisce alla crescita e al benessere delle ossa, ma ha anche un effetto centrale nel regolare le funzioni del sistema immunitario. Sarebbe infatti in grado di interagire con diverse cellule immunitarie, modulando la risposta agli agenti patogeni e di conseguenza anche quella immunologica. 

 

La conferma di queste “doti” è arrivata da studi scientifici, che hanno messo in luce come nei bambini asmatici la supplementazione con vitamina D riduca la frequenza degli episodi e favorisca un miglior controllo della patologia. Il tutto, ovviamente, utilizzando anche i farmaci antinfiammatori di base. Al contrario, il deficit di vitamina D è spesso correlato a un maggior numero di accessi ospedalieri per broncospasmo e a una maggiore necessità di terapia con corticosteroidi orali.

Ma non finisce qui. La vitamina D avrebbe un ruolo protettivo anche nei confronti di infezioni dell’apparato respiratorio come, ad esempio, otite media, faringotonsilliti, bronchioliti e respiro sibilante. Secondo un paio ricerche, il rischio di sviluppare infezioni alle vie respiratorie e bronchiolite nei primi tre mesi di vita è più alto nei neonati che hanno bassi livelli di vitamina D nel sangue rispetto a quelli che ne hanno a sufficienza. 

Ma come ci si assicura una corretta quantità di vitamina D nel sangue? È noto che questo nutriente si acquisisce solo per il 10% dall'alimentazione (per di più da cibi non troppo gustosi, soprattutto per i piccoli, come olio di pesce e olio di fegato di merluzzo). Il restante 90% si assume per sintesi dell'organismo dopo l'esposizione alla luce solare. Alcuni studi hanno rilevato una diffusa insufficienza di vitamina D a livello mondiale, anche tra i bambini. Diverse le cause: le latitudini in cui si vive, il colore della pelle (le persone di pelle scura necessitano di una maggiore esposizione al sole), la presenza di condizioni patologiche come l’obesità, ma anche stili di vita scorretti, con troppo tempo passato in casa e assenza di gioco all'aperto. 

In Italia la situazione non è migliore: la carenza di vitamina D è una condizione che riguarda 1 bambino italiano su 2. Il  consiglio è quello di cercare di passare più tempo possibile all'aperto, quando la stagione lo permette, ricordandosi comunque di adottare una protezione solare. Per fare il pieno di vitamina D in estate bastano pochi minuti di esposizione al sole, preferibilmente nelle ore meno calde. Altrimenti, se necessario e con un consulto del medico, possono essere utilizzati degli integratori. 

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